"PUNCTUM"

installazione 1998

Non è facile definire fino a che punto la dimensione della realtà possa essere alterata, modificata o assunta a un altro livello di percezione, quando l’artista si pone programmaticamente sulla soglia. Una soglia che è limite e confine da ridisegnare e da attraversare al tempo stesso.

Gli interventi di Alessandra Andrini si collocano comunque in una sorta di faglia, di frattura tra il dato oggettivo, fisico e materiale e il risvolto imprevisto e glissante di uno spostamento.
Per dare una nuova visibilità a ciò che accade sotto i nostri occhi occorre ridefinire il contesto della pura ‘immagine” e fissare il punctum dove la rappresentazione sì svela. E così la realtà e il suo doppio possibile si rivelano come evento immediato e sospeso.

Non si tratta solo di alterazioni di forma svuotate di presenza. Bensi di un ostacolo aggiunto, in quanto rende minteticamente percepibile lo scarto dimensionale e la qualità delle differenze.

r.d.