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CLAUDIO CAMBIAGHI

La trama di un tappeto, una vecchia e morbida poltrona, il disegno di un pavimento, ed altri oggetti che popolano la vita domestica, sono le tracce visive segnalate nel lavoro pittorico di Claudio Cambiaghi. Il percorso parte dunque da elementi del quotidiano, volutamente banali, che l'artista descri-ve in una pittura cristallina di matrice fotografica. La relazione tra fotografia e pittura è uno dei nuclei intorno ai quali cresce il lavoro ed è un incontro che si consuma su un piano tutto mentale, di visione più che nell'effettiva e pratica realizzazione delle opere, che si risolve in un procedere tutto manua-le.


Le esperienze che precorrono questo modo di dipingere sono rintrac-ciabili nella pittura iperrealista americana che, sulla scia del fenomeno Pop, ha insistito sull'elemento ordinario e banale, scandagliando, dal punto di vista del linguaggio il rapporto tra realtà, pittura e fotografia, eleggendo que-st'ultima a filtro tra l'artista e il reale. Cambiaghi si inserisce sulla linea di continuità che fa da legante tra le prime esperienze americane e l'attuale "ritorno" - se così si può dire - della pittura, che oggi appare, dopo gli innu-merevoli attestati della sua scomparsa, più che mai viva. Il punto di vista che lo caratterizza è comunque di matrice più europea, e i suoi soggetti tra-sgrediscono l'evidenza obiettiva del dato fotografico per evocare voluta-mente un punto di vista più intimo e letterario.


I particolari scelti sono notevolmente ingranditi rispetto alla loro dimensio-ne reale e messi a fuoco in ogni loro parte. L'ingrandimento, insieme ai tagli compositivi, e le inquadrature ravvicinate, deformano gli oggetti di parten-za che spesso perdono la propria connotazione d'origine per divenire, dila-tati e perfettamente "a fuoco", presenze estranee, staccate dalla dimensio-ne corsiva del ritmo quotidiano ed amplificate sulla tela in visioni che alte-rano anche l'elemento temporale della percezione. Protagonista è lo sguardo e la sua durata prospettata in uno status ambi-guo, cioè molteplice, veloce nel captare l'oggetto e insieme estesissima e fermata su un particolare.

Senza titolo - 2000
Olio su tavoglia di gomma (43x35)

Veicolare il tempo su più dimensioni, sollecitare una percezione che avviene su marce diverse e congiunte è la qualità prima di questi oggetti semplici che vivono sospesi tra distacco impersonale e intima affezione. Il dinamismo, che appare assente al primo sguardo, si insinua lentamente tra gli oggetti che costituiscono le tappe di un percorso mentale che procede per brevi illumi-nazioni, fino a ricostruire un universo silenzioso dove ogni segno esce dal-l'evidenza iperrealistica per ravvisare una presenza umana oltre gli oggetti. Lo spostamento dall'impersonalità al racconto intimo avviene per segnali minimi, un'ombra profonda dietro una porta dischiusa, un lenzuolo sgual-cito, le pieghe sul tessuto di una poltrona, un paio di scarpe tolte in fretta. Tutto concorre a far crescere nell'immaginario una storia domestica, fatta di piccoli eventi e di abitudini.


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