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Raccoglitori di luce 1999, Alluminio brunito cm 121,5x101,5x18 (2 elementi) |
Casa d’aria 1999, ferro dipinto cm 37,5x26x60 |
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Attraverso il procedimento retorico dell'ossimoro Angelo Armentano riesce a solidificare in termini visivi e plasti-ci il rapporto tra dentro e fuori, tra interno ed esterno, con soluzioni mediate dall'apparato di una funzionalità sospesa, o meglio, dirottata. L'impianto strutturale di natura architettonica condivide con l'ambiente e con lo spazio dell'abitare la complessità di una modifica, di una variazione del clima comunicativo. Alterando e alternando il senso del flusso dall'interno all'esterno (e viceversa) sia attraverso l'oggettuale pre-senza delle prese d'aria, apparentemente contestualizza-te, e dei raccoglitori di luce, Armentano ripensa e ridise-gna la realtà dello spazio espositivo. In un certo senso si tratta di modificare, non solo dal punto di vista della per-cezione sensibile, il lato neutro più che oscuro della separazione e, assieme, della suggestione di una realtà "aggiunta" e aggregata. Di nuovo si pone il quesito di una "finzione" superstite e intrecciata alle dinamiche sottese del reale. Anche nella Casa d'aria, dove la forma sintetica ed ele-mentare di un modello di casa lascia "traspirare" il pos-sibile contenuto, si condensa l'ambiguità di una distin-zione tra interno ed esterno. Accanto alla dimensione oggettuale e di installazione che comunque interagisce con l'ambiente, il lavoro di Armentano si sviluppa anche in una direzione mentale-comunicativa, dove il concetto di "soglia" e di limite si materializza nelle scritte di benvenuto, in tutte le lingue, sia sugli stuoini d'ingresso, sia su manifesti a diffusione pubblica nel paesaggio metropolitano. Una forma di relazione lontana dalla metafora, ma densa di reale necessità di scambio e di riconoscimento delle differenze sotto il segno dell'accoglienza. |
Diffusori 1998, metallo dipinto cm 20x9x15 (2 elementi)
Pneuma 1998, alluminio dipinto e stoffa nera, con diffusori cm 149x149x10 |