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Le libertà strategiche, scaturite da una
condizione di fortuna, non premiano, secondo Seneca, la vera felicità delluomo. In
tutti i piaceri che crescono dai beni esterni è assente un fondamento di grande sostegno
e qualsiasi accorgimento è pronto a foderare l'intimità reale di un tenace nonsenso.
Lanima, infatti, per essere paziente, non deve affliggersi dalla trepidazione di
smarrire i beni di cui gode, ma per ogni attesa dovrà procedere con una nuova prova di
creatività. Punto forte di questa convinzione rimane larte che, con il proprio
sedimento fruttuoso, rimarca le parole di Seneca e vive lo spettacolo positivo di una vera
conquista: Muzio vinse il fuoco, Regolo la tortura, Socrate il veleno, Rutilio
lesilio, Catone la morte di spada. Anche noi dobbiamo vincere qualcosa. I
giovani artisti non sfuggono da questo principio: diffidano del lavoro di gruppo e si
preparano, con i propri rischi, a scardinare ogni vana risolutezza del dubbio. Campo di
battaglia è una società "insistente" che, nel flessibile orientamento dei suoi
progetti, sembra caratterizzarsi da unindicazione particolare, quella dello stupore
o della meraviglia, dettata però in un tempo molto
accelerato senza preliminare condizione di comodi e personali svolgimenti. Possono venire
in mente gli ultimi dettami delle colture transgeniche, una realtà che apre un capitolo
singolare nonché imprevedibile nella storia dellumanità.
Ma nuovi metodi di sperimentazione riguardano anche larte che oggi
rispecchia, con più accanimento, i generi familiari, o parassitari, del mondo che
viviamo. Con lo sviluppo della tecnologia, infatti, le comparazioni artistiche di questo
fine secolo imparano ad adattarsi ad un "collezionismo" altro, non più
ordinatamente suggellato nei dettagli della pittura, della scultura o della fotografia. I
cosiddetti panorami artistici si allargano notevolmente tracciando nuove estetiche e
soppesando altre convenienti sinergie; i materiali più diversi coesistono nelle forme
più strane ed originali dando vita ad altri infiniti orizzonti ed indicando, spesso,
neologismi provocatori ed ironici insieme. In particolare, le esperienze di questi ultimi
anni (le manipolazioni digitali ad esempio) parlano una fruibilità più estesa, calcolata
su immagini dirette, leggere e senza interposizioni: è anche per questo, forse, che tale
assalto linguistico assomiglia sempre più a quello della branca pubblicitaria.
Lhigh tech, indubbiamente, ci fa abitare una realtà fittizia, magari con
rappresentazioni sintetiche che preservano una estensione fantastica possibile solo nel
nostro campionario immaginoso.
Se da sempre larte è sinonimo di sconfinate incursioni, questi nuovi processi
sembrano ben avviati a dettare la creatività più ricercata, quindi la storia
dellarte del periodo che ci vede coinvolti (come abili gladiatori); sono figurazioni
che cercano di produrre un certo grado di perplessità mirando, al contempo, ad una
decomposizione della fissità del reale: come nel gioco, immaginativa ed illusione
consegnano volutamente una dimostrazione abile, ma immersa in unevasione concisa.
Giovani operatori entrano, così, in un background culturale a più dimensioni ed
affrontano tentativi espressivi salvati, poi, dal guscio ludico delle loro
"battute".
Nelle finestre di questo variegato, ma interessante processo di risistemazione, sei
giovani artisti italiani creano le loro combinazioni in sistemi sicuramente da provare.
Il lavoro installativo di Emanuela Barbi propone
leleganza di una nuova iconografia che armonizza, in una percezione insolita, i
segni di culture diverse ed osserva la consacrazione del corpo nelle sue più radicali
trasformazioni. I suoi video producono un linguaggio asciutto uniformando le parti in una
coerente conversazione.
Marco Bragaglia riesce a documentare, con una ricerca
di forte sensibilità, le radici storiche della propria "residenza", ma le fa
rivivere nella coscienza comune del mondo che vive. I messaggi dei suoi video vengono
identificati come particolari ricette (pubblicitarie) che riescono a modificare
labituale identità di uno spettatore passivo.
Gianluca Cosci presenta unanalisi nitida del proprio
corpo interessando, spesso, la sfera personale dei suoi comportamenti. Sono immagini che
aprono dei rapporti sinceri in cui la realtà privata tende a configurarsi come servizio
al cospetto di tutti: foto ingrandite, incorniciate su light box, mirano a specificare la
pulizia estetica di questo lavoro.
La pittura di Francesca Gentili riprende, con
sconcertante realismo, le immagini di una realtà alienata che si ostina a sopravvivere
nella lentezza dei suoi automi: è limpegno delluomo che porta a diffidare
dalla maschera di un forte entusiasmo.
Le azioni quotidiane, semplici o rivolte al riposo familiare conducono al movente centrale
dellarte di Luciana Livi. Le sue installazioni, foto o
video, ripercorrono immagini della memoria, rivissute poi in un contesto arcano di forte
sensualità.
La ricerca fotografica di Fabrizio Sacchetti propone
lideale di una bellezza assoluta riconducibile, per alcuni versi, alle pose
costruite e dettate dalla moda. Lartista, come artefice e modello di questa
dichiarazione, basa la vetrina del coinvolgimento sulle pose aggraziate dei suoi
atteggiamenti.
Questi artisti operano ciascuno con ricerche e metodi differenti, ma in grado, tutti, di
offrire un contributo notevole ad una sistemazione così importante.
Un impegno che diverte nellattesa.