Galleria Marconi
Galerie de Meerse


presentano

Bert Feddema
a cura di
Gloria Gradassi




L’inaugurazione si terrà domenica 29 Ottobre alle ore 18.00
La mostra termina il 26 Novembre

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testo critico di Gloria Gradassi   |   testo critico di Sander Boschma   |   Dario Ciferri intervista Bert Feddema



Conclusasi la mostra di Pastorello, la Galleria Marconi prosegue con le mostre del progetto “Nudi come vermi”, per il secondo appuntamento sarà presentata la personale dell’artista olandese Bert Feddema, la mostra, che è curata da Gloria Gradassi, e si avvale dei testi critici di Gloria Gradassi e Sander Boschma, è organizzata in collaborazione con la Galerie De Meerse di Hoofddorp in Olanda, dove contemporaneamente sarà inaugurata la personale di Hanry Walsh, dando vita ad uno scambio sinergico delle esperienze portate avanti dalle due realtà.

Bert Feddema propone un’arte a forte impatto sociale, che si esprime in una profonda critica all’attuale società dei consumi, che ha generato un tipo di sviluppo isterico e difficilmente sostenibile. La tecnologia, che viene commercializzata dalle multinazionali, è sostituita velocemente da prodotti più sofisticati, che, con il martellante intervento dei media, arrivano a sembrare indispensabili.
“Il lavoro di Feddema, attraverso il meccanismo dell’imitazione, impone un cortocircuito estetico allo spersonalizzante ciclo di produzione/comunicazione/consumo delle società contemporanee. Portando nell’arte la comunicazione e il linguaggio delle multinazionali Feddema opera uno slittamento linguistico che produce esiti stranianti. Il primo atto è quello che l’artista compie mutando il proprio nome in HTBT (High Tech Brain Technilogies). HTBT è il nome di una immaginaria multinazionale, una sigla dal sapore commerciale che ruba l’identità all’artista, come le multinazionali con il loro potere ci privano della libertà di autodeterminazione. Bert Feddema scompare dietro HTBT, in una sigla anestetizzata che colloca l’artista in una posizione appartata e distante. Come ci spiega Feddema: «…diventando una multinazionale Bert Feddema ha la possibilità di riflettere sul potere manipolatorio del mercato globale e della comunicazione; E ciò lo rende capace di porsi nella posizione di un osservatore esterno… Un aspetto importante del lavoro di Feddema è l’uso dei colori fluorescenti. Essi rappresentano in senso concettuale la parte esteriore della tecnologia e ne rappresentano anche l’inumanità». L’opera d’arte assume i connotati della realtà rendendone assoluti alcuni aspetti spersonalizzanti. HTBT individua in alcuni colori (Radiated Orange, Active Yellow, Atomic Blue, Genetic Pink, Neuro Green), gli elementi linguistici ai quali ridurre il mondo e mette in atto un poderoso progetto di riscrittura del reale attraverso identificazioni cromatiche. La provocazione di Feddema è nel sostituire la realtà con una sua alterazione cromatica, con una geometrizzazione della visione, e con un’identità artistica virtuale che è il suo alter ego creativo. (Gloria Gradassi)

“Nudi come vermi” è un progetto che tende a creare un ponte fra diverse realtà artistiche, facendo nascere un contatto tra artisti giovani ed affermati e incontrando anche l’arte al di là dei confini nazionali. Lo scopo è riuscire a vedere ed estrapolare il bello anche dalle più cupe realtà che ci circondano, in questo modo quello che normalmente è un modo di dire dispregiativo assume una nuova valenza estetica e diventa un nuovo canone di bellezza.

After the closing of Pastorello exhibition, Marconi Gallery is going on with the exhibitins of the project “Naked as worms”, the second appointment is the exhibition of the Dutch artist Bert Freddema, presented by Gloria Gradassi with critical texts by Gloria Gradassi and Sander Boschma, and it is organized in cooperation with the Galerie De Meerse of Hoofddorp in Holland, where, at the same time, the exhibition of Henry Walsh will be opened, realizing this way a synergistic exchange of the experiences the two galleries are carrying out.

Bert Feddema proposes a kind of art with a strong social impact, which expresses a deep criticism of the present consumer society, which has created a hysterical evolution, difficult to cope with. The technology, commercialized by multinational companies, is quickly replaced by more sophisticated products, which seem absolutely necessary due to the repeated advertising campaigns.
“Feddema work imposes an aesthetical short circuit to the depersonalizing production/media/consumption cycle of the contemporary societies, through imitation. While bringing into art the comunication and language of the multinational companies, Feddema creates a linguistic drift that produces alienating effects. The first step is the artist changing his own name into HTBT ( High tech Brain Technologies). HTBT is the name of an imaginary multinational, an abbreviation sounding commercial, which steals the artist identity, like multinationals do with their power destroyimg our freedom of selfdetermination. Bert Feddema disappears behind HTBT, an anaesthetizied abbreviation which places the artist in a secluded and distant position. As Feddema explains “...becoming a multinational Bert Feddema can think over the manipulating power of the global market and of the media; and this gives him the possibility to place himself in the position of an external observer... The use of fluorescent colours is an important aspect of Feddema work. They, conceptually, represent the external part of technology and its humanity too. The art work takes the reality features and makes some depersonalized aspects absolute. HTBT characterizes through some colours ( Radiated Orange, Active Yellow, Atomic Blue, Genetic Pink, Neuro Green), the linguistic elements to which reduce the world, and through chromatic identifications he carries out a strong project of rewriting the reality. Feddema provocation is replacing the reality with a chromatic alteration, with a geometrized vision, and with a virtual art identity which is his creative alter ego. (Gloria Gradassi)

“Naked as worms” is a project that wants to make a link among different art realities, creating contacts between young and established artists and meeting the international art too. The aim is to take out the beauty even from the darkest realities around us, so that what is normally a bad expression takes a new aesthetic value and becomes a new beauty rule.


scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Gloria Gradassi
testo critico/art critic by Sander Boshma, Gloria Gradassi

interviste e ufficio stampa/interviews & press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori, Giulia Wilkinson

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci
riprese video/video shooting Stefano Abbadini

allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco

dal 29 Ottobre al 26 Novembre
from 29th October to 26 th November
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

Galleria Marconi di Franco Marconi - C.so Vittorio Emanuele, 70 - 63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703 - e-mail galmarconi@siscom.it - web www.siscom.it/marconi



LOW TECH HANDMADE OBJECTS
Sure Creative Lab (nudi come pidocchi)


Le mani raccolgono il cibo, estirpano le erbacce, catturano le prede, scavano nella terra, sollevano pesi, plasmano la materia, simboleggiano la potenza, accarezzano i visi, indicano una meta, dipingono capolavori, trasmettono segnali, scrivono cifre e pensieri. Le mani accendono il fuoco della conoscenza.
“L’umano è la traccia che l’uomo lascia nelle cose, è l’opera, sia essa capolavoro illustre o prodotto anonimo d’un’epoca. E’ la disseminazione continua d’opere e oggetti e segni che fa la civiltà, l’habitat della nostra specie, sua seconda natura. Se questa sfera di segni che ci circonda del suo fitto pulviscolo viene negata, l’uomo non sopravvive.”
(Italo Calvino, La redenzione degli oggetti, 1981)

Louse Gallery c/o Galleria Marconi, dal 28 ottobre.

LOW TECH HANDMADE OBJECTS
Sure Creative Lab (naked as lice)

Hands gather food, pull up weeds, catch prey, dig the earth, lift up weights, shape materials, symbolise power, caress faces, indicate an objective, paint masterpieces, transmit signals, write numbers and thoughts. Hands light the fire of knowledge.
“Human is the trace that man leaves in things, it is the deed, whether it is an illustrious masterpiece or an anonymous product from another age. It is the continuous dissemination of work and objects and signs that makes civilisation, the habitat of our species, its second nature. If this sphere of signs that surrounds us with its dense fine dust is denied, man will not survive.”
(Italo Calvino, The redemption of objects, 1981)

Louse Gallery c/o Galleria Marconi, from October 28

Galleria Marconi di Franco Marconi - C.so Vittorio Emanuele, 70 - 63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703 - email:galmarconi@siscom.it

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