Galleria Marconi

presenta

Marina Bolmini
in
PLAY WITH ME




L'inaugurazione è domenica 23 Aprile alle ore 18.00

La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica

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Dopo la personale di Peter De Boer, curata da Gloria Gradassi e organizzata in collaborazione con la Galerie De Meerse (Olanda), Domenica 23 Aprile alle 18.00 sarà la volta di Marina Bolmini. “Play with me”, questo il titolo della personale, si avvale dei testi critici di Cristina Petrelli e Lucia Giardino.
L’opera di Marina Bolmini, che da sempre propone una rilettura delle iconografie contemporanee, da Walt Disney agli psicofarmaci, ai video-games, mette in contatto il mondo digitale con le arti tradizionali. “Play with me” coniuga la componente ludica, con un pensiero che almeno una volta ci ha sfiorato davanti ad un’opera d’arte, entrarci dentro, così Marina Bolmini, ha fatto entrare un suo alter ego digitale, identificabile con lei per ben precise caratteristiche (tatuaggio, gli zigomi pronunciati, le labbra carnose, i capelli biondi corti), ma che ha anche le caratteristiche asessuate di una Barbie©. È qui scatta il gioco: mettere la bambola nelle diverse opere e vedere cosa succede. Le opere con cui il gioco si sviluppa sono alcune tra le più note dell’arte contemporanea e le possiamo dire storicizzate.

“Impersona, di volta in volta, dalle modelle di Vanessa Beecroft a Cindy Sherman nella serie ‘Untiteled film still’ e non solo, facendo un passo indietro, arriva a giocare con la Pop Art, con Warhol e Lichtenstein. […]E’ chiaro come tale meccanismo annulli la referenzialità verso l’opera d’arte. Ed il riferimento alla Pop Art non è certo casuale. Non è stato forse Warhol ad affermare: - Sarebbe magnifico se si usasse più spesso la stampa serigrafia, così nessuno potrebbe dire se un quadro è veramente mio o di qualcun altro -. Così la Bolmini si appropria dell’opera di riferimento e nel riproporla non si preoccupa di modificare uno o più aspetti; non è certo suo interesse riportare l’opera in modo esatto”. (Crisitna Petrelli)

“Nelle rivisitazioni di Bolmini l’organicità e molteplicità dell’essere - che paradossalmente ne segna l’unicità - sono completamente svanite. I manichini non tendono alla mimesi di ciò che essi sostituiscono o rappresentano: - Ho trovato una bambola senza capezzoli - esclama l’artista eccitata dalle sue conquiste creative, - mi sembra più appropriata per le Beecroft! -. Affermazione chiarificatrice su un’operazione che non e’ di “copiatura”, ma di esasperazione delle tensioni dei protagonisti reali, artisti o loro prodotti che siano, ai quali Bolmini dà voce, la sua. E suo è anche il corpo delle marionette, ma ancora una volta non pedissequamente rappresentato, bensì, standardizzato e ottimizzato per adattarsi armonicamente al mondo digitalizzato intorno a loro”. (Lucia Giardino)

Marina Bolmini exposition, opening on Sunday 23rd April at 6 p.m., comes after Peter De Boer exhibition, presented by Gloria Gradassi and organized in cooperation with Galerie De Meerse (Holland). “Play with me” is the title of the exposition and it is presented by the critical texts of Cristina Petrelli and Lucia Giardino.
The work of Marina Bolmini, who has always proposed a personal interpretation of contemporary images, from Walt Disney to psyco drugs and video games, connects digital world to traditional arts. “Play with me” is mixing the game elements with a thought we have had at least once in front of an art work, that’s to go into it. So Marina Bolmini made her digital alter ego to go into. You can easily recognize her through some exact features (tatto, marked cheekbones, fleshy lips, short blonde hair), but she also has the asexual features of Barbie©.The works through which the game develops are some of the most famous in contemporary art and we can say they are set in a historical context.

“She embodies from time to time Vanessa Beecroft models or Cindy Sherman in the serial “Untiteled film still”, but not only, going a step backwards, she reaches and plays with Pop Art, Wharhol and Lichtenstein.(...) It’s clear that this device undo referencies with regard to the art work. The reference to Pop Art certainly isn’t accidental. Wasn’t Warhol who stated; -It would be wonderful if we used the serigraphy print more often, so no one could say if a work is truly mine or someone else-. Similarly Bolmini takes possession of the referred work and while reproducing it she doesn’t care about changing one or more aspects: she isn’t interested to make the work exactly” (Cristina Petrelli)

“In Bolmini re-examinations, the individual organic unity and multiplicity, which as a paradox marks its singleness, are completely dissolved. The manikins don’t want to be what they represent or replace:- I found a doll without nipples – shouts the artist excited by her creative gains, - I think it’s better suited for Beecrofts! -. It’s a clarifying statement about an operation which isn’t a “copyng” but an exasperation of the real protagonists tensions, artists or their works, to which Bolmini gives voice, hers. The puppets body is also her own body, but again it isn’t precisely represented, but it is standardized and optimized in order to be harmoniously adapted to the digitalized world round them”. (Lucia Giardino)


scheda tecnica/technical card

ufficio stampa/press agent Dario Ciferri

catalogo/catalogue

testo critico/art critic by Lucia Giardino, Cristina Petrelli

traduzione di/translation by Patrizia Isidori, Giulia Wilkinson, Catia Mignini

dal 23 Aprile al 23 Maggio
from 23th April to 23th May

orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.



GUARDATE COME MI SONO RIDOTTO...

Quando ero piccolo mi arrampicavo sui muri come l’Uomo Ragno e vincevo la classifica dei cannonieri del campionato di serie A. Cavalcavo nelle sconfinate praterie del Far West al fianco di Toro Seduto, esploravo gli abissi spaziali alla velocità della luce e vincevo il Nobel grazie alla scoperta di un vaccino miracoloso. Ora che sono cresciuto, guardate come mi sono ridotto...

Sure Creative Lab, Louse Gallery c/o Galleria Marconi, dal 23 aprile.

LOOK AT WHAT I’VE BEEN REDUCED TO...

When I was a boy I used to climb walls like Spiderman and top the goalscoring charts of the Premier League. I rode through the prairies of the Far West with Sitting Bull at my side and explored deep space travelling at the speed of light. I even won a Nobel Prize thanks to my discovery of a life-saving vaccine. Now that I’ve grown up, look at what I’ve been reduced to...

Sure Creative Lab, Louse Gallery c/o Galleria Marconi, from April 23.

Translation by Frank Rayner

Galleria Marconi di Franco Marconi - C.so Vittorio Emanuele, 70 - 63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703 - email:galmarconi@siscom.it

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