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n. 240 giugno-luglio - Flash Art
L'urgenza e l'attualità del comunicare l'indifferenza della società al tracollo della natura sono espresse nelle immagini di Sabrina Muzi. Un video, da cui sono stati estrapolati alcuni lambda print, marca l'azione dell' artista intenta a cucire, con filo nero, gli strappi netti operati sulla superficie di alcune arance. L'azione produce un effetto paradossale: da un lato denuncia la fine imminente della natura, rappresentata dall' elemento vegetale corrotto, dall' altro risana, cuce, favorendo una riflessione sul ruolo dell'artista che nell' opera rappresentata attua una strategia di protesta. I colori forti alludono ancor più marcatamente alla tragicità che accomuna uomo e natura. La spagnola Lola Marazuela, attraverso grandi immagini in bianco e nero, elabora una poetica che sottolinea la frenesia della vita attuale. Il tempo diviene in queste opere oggetto di rappresentazione, assumendo una valenza quasi fisica. Marina Bolmini, Domestic Fight 2-D: regina dell'ambulatorio, 2002. Mezzo punto su tela termostampata, 35 x 44 cm. La dimensione temporale viene trasfigurata nei particolari fotografati, come ad esempio nel bagliore fulmineo di un fuoco o nel passaggio di un pipistrello, rendendosi evidente per un solo istante. I ricami cuciti a mezzo punto e le piccole sculture in ceramica di Marina Bolmini segnano invece i limiti di una contemporaneità culturalmente arida, sopraffatta dal consumismo. L'artista attinge immagini dagli still dei videogame estromettendole dallo schermo per trasformarle in opera d'arte. Il passaggio avviene in modo indiretto perché vengono tradotti in ricami. L'artista contrappone così la velocità e la frenesia della cultura del mondo tecnologico alla perizia del lavoro manuale, fondato sulla necessità di lunghi tempi di realizzazione. Ne è un chiaro esempio anche la piccola scultura in ceramica che riproduce l'effigie di un'eroina da video game, attraversata da un rivolo di sangue. Roberta Ridolfi <-- indietro |